Anne Isabella Thackeray (1837 – 1919), da sposata Lady Ritchie, spesso è ricordata solo come figlia del celebre William Makepeace Thackeray, dimenticandosi così del ruolo di protagonista dei circoli culturali del suo tempo.
Una persona capace di influenzare generazioni successive inclusa la pronipote acquisita, Virginia Woolf.
All’inizio fu la custode dell’eredità paterna, quindi riuscì a crearsi una carriera letteraria autonoma.
Anne preferiva esplorare le sfumature dell’animo umano, in modo sensibile e delicato.
Uno dei contributi più originale dell’autrice è l’operazione culturale compiuta con le fiabe “vittorianizzate”.
Lady Ritchie ebbe l’intuizione di decontestualizzare gli archetipi classici per calarli nella realtà contemporanea, offrendo ai lettori uno specchio in cui riflettere le proprie ansie e speranze.
Possiamo ricordare Anne Thackeray per l’eleganza della prosa, l’originalità e in particolare per capacità di riprendere la saggezza popolare trasformandola.
Un esempio di questa intelligenza ci viene dall’opera del1885, Mrs. Dymond, ove compare per la prima volta, in lingua inglese, una versione della celebre massima sul valore dell’istruzione rispetto all’assistenzialismo: l’idea che insegnare a pescare sia un atto di carità infinitamente superiore al semplice donare un pesce. Questo proverbio, oggi parte integrante del senso comune globale, testimonia quanto la sua scrittura fosse radicata in una visione del mondo pragmatica e profondamente etica.
Anne Thackeray Ritchie ha saputo navigare tra i giganti della letteratura senza farsi oscurare. La sua eredità non risiede solo nei volumi che ha curato o nelle storie che ha scritto, ma in quel dono raro di aver saputo modernizzare la tradizione, rendendo la saggezza del passato accessibile e vitale aiutando le persone a migliorare la propria vita.
—
Immagine: Lady Ritchie, circa 1890
Fotografia di Frederick Hollyer – Pubblico dominio
Victoria and Albert Museum, Londra
