Nel panorama musicale del XVII secolo, poche figure incarnano l’ascesa del virtuosismo vocale quanto Adriana Basile (1580-1642), nota come la “Sirena di Posillipo”.
Adriana Basile fu una cantante ed un’icona culturale capace di influenzare il mecenatismo tra Napoli, Mantova e Roma.
La sua carriera decolla nel 1610, quando approda alla corte dei Gonzaga a Mantova.
Adriana si impone per la padronanza della tecnica e l’uso innovativo della chitarra e dell’arpa come accompagnamento, la sua arte era tanto apprezzata e desiderata che i Gonzaga dovettero negoziare a lungo per strapparla alla nobiltà napoletana.
Oggi possiamo ricordare questa artista, professionista stimata e celebrata, che fu un esempio per molte donne che si avvicinavano all’arte e vedevano in una professione musicale un lavoro nuovo.
Un lavoro diverso da quello di contadina, lavandaia, domestica. Un lavoro più remunerato e considerato. Una professione che portava le artiste più stimate a viaggiare, ad essere contese.
Un’eredità che passò anche alle figlie Caterina e soprattutto Eleonora che divenne famosa come la madre.
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Immagine rielaborata da incisione originale di Nicolas Perrey, ritratto di Adriana Basile (1628)
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