Marie Dentière (1495–1561) partecipò attivamente al dibattito teologico della Riforma protestante lasciando un’impronta indelebile nella storia religiosa e sociale europea.
Dopo aver abbandonato la vita in monastero per abbracciare le idee della Riforma, si trasferì a Strasburgo e successivamente a Ginevra.
A Ginevra visse l’affermazione del calvinismo, affiancando figure di spicco come Guillaume Farel e Calvino.
Non si limitò a un ruolo d’ombra: fu autrice, predicatrice e sostenitrice del diritto delle donne di interpretare ed insegnare le Sacre Scritture.
Nelle sue opere più celebri, tra cui la lettera aperta Margherita di Navarra, Dentière criticò apertamente il clero cattolico e non risparmiò i leader protestanti, colpevoli di voler rilegare le donne al silenzio.
La sua celebre provocazione teologica sosteneva che la grazia divina non facesse distinzione di genere, e che chiunque avesse ricevuto la rivelazione avesse il dovere morale di pronunciarsi.
A lungo dimenticata dalla storiografia ufficiale, il suo nome è stato inciso nel Monumento ai Riformatori di Ginevra solo nel 2002, unica donna ad apparire tra i grandi padri della Riforma.
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Immagine: ricostruzione ispirata a riferimenti storici dell’epoca; non rappresenta l’autentica Marie Dentière.
