Red Rose Girls: artiste, libere, rivoluzionarie

All’inizio del ‘900, tre giovani illustratrici americane decisero di vivere e creare fuori dagli schemi.

Jessie Willcox Smith, Elizabeth Shippen Green e Violet Oakley – con la compagna Henrietta Cozens – formarono le Red Rose Girls, una comunità femminile indipendente che sfidò le regole della società vittoriana.

Stabilirono la loro casa/studio nella Red Rose Inn, in Pennsylvania.

Lì lavoravano, si sostenevano e vivevano senza mariti né padri, in un tempo in cui alle donne era concesso ben poco.

Queste artiste illustrarono classici come Piccole donne e decorarono spazi pubblici come il Campidoglio di Harrisburg, aprendo la strada alle donne nelle arti visive.

Credevano nell’arte come linguaggio del quotidiano: delicato, etico, poetico. Dipingevano bambini, madri, scene intime con una forza e un talento tali da imporsi nel mondo dell’editoria e della pittura pubblica.

Le Red Rose Girls ci ricordano che le rivoluzioni passano anche da una casa piena di colori, idee e sorellanza.

“Abbiamo scelto la libertà, l’amicizia e la bellezza.”
(attribuita a V. Oakley)

Immagine:
The Red Rose Girls, ca. 1901
Fotografo sconosciuto — Pubblico dominio