Maria Pascuala Caro Sureda (1768–1827) è stata una brillante nobildonna spagnola che ebbe l’opportunità, grazie all’aiuto della madre, di ricevere un’istruzione fino ad ottenere un dottorato in filosofia.
Nel 1781, a soli 13 anni, diede prova del suo talento discutendo pubblicamente tesi di filosofia e scienza, lasciando ammirata la comunità accademica dell’epoca.
La sua opera principale, Saggio sulla Storia della Fisica, dimostra una profonda conoscenza delle teorie newtoniane e dei progressi scientifici del suo tempo. La sua vasta erudizione le permise di essere ammessa come socia all’Accademia di Belle Lettere di Barcellona, diventando una delle pochissime donne ad ottenere un simile riconoscimento istituzionale nel XVIII secolo.
Nonostante il successo, Maria Pascuala, decise di intraprendere una diversa strada, come altre studiose dell’epoca, ovvero abbandonare la vita mondana e gli studi scientifici.
Così la brillante Maria Pascuala prese i voti scegliendo il convento delle Domenicane di Santa Catalina de Sena a Palma, dedicandosi alla preghiera, alla stesura di opere religiose e alla direzione come priora.
La sua figura oggi è celebrata come simbolo di emancipazione intellettuale, rappresentando una delle prime donne a rivendicare un posto delle donne nel panorama scientifico spagnolo.
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Non esistono ritratti certi di Maria Pascuala: questa immagine non rappresenta il suo volto reale, ma è un’interpretazione artistica che racconta la sua storia.
