Marian Anderson (1897 – 1993) è stata una cantante molto nota ed apprezzata per la voce profonda di contralto e per il timbro raro.
Le sue qualità erano innegabili ma, per il colore della pelle trovò diverse porte chiuse. Nel 1939 le “Figlie della Rivoluzione Americana” (DAR) le negarono il permesso di esibirsi alla Constitution Hall di Washington.
Questa discriminazione scatenò un’enorme protesta: Eleanor Roosevelt, allora First Lady, si dimise dall’organizzazione in segno di dissenso e l’aiutò ad organizzare un evento alternativo.
Il 9 aprile 1939, Anderson si esibì davanti a 75.000 persone sui gradini del Lincoln Memorial. Quel concerto non fu solo un trionfo artistico, ma un potente atto politico che trasformò la cantante in un simbolo della lotta per l’uguaglianza.
Nel 1955 Marian Anderson divenne la prima persona afroamericana a cantare come solista al Metropolitan Opera di New York.
Tra i meriti di Marian ricordiamo l’aver usato la propria celebrità per aiutare i meno fortunati come l’aver istituito, nel 1944, un premio da assegnare ad un artista distinto per l’impegno umanitario.
Oggi possiamo ricordarla per le doti artistiche, l’impegno, il coraggio e l’umanità.
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Immagine: Marian Anderson, 14 gennaio 1940
Fotografia di Carl Van Vechten – Pubblico dominio (Yale University Library)
