Marie de Gournay (1565–1645) è stata una filosofa e custode dell’opera di Michel de Montaigne.
Nel 1592, morto Montaigne, la vedova Françoise e la figlia Eléonore affidarono a Marie – donna e giovane studiosa – i materiali per la prima edizione postuma degli Essais. L’opera che divenne una delle raccolte più note della letteratura francese dell’epoca.
Marie è stata una pensatrice moderna, con idee innovative e, proprio per questo, isolata.
La storiografia spesso l’ha ridotta al ruolo di “figlia” spirituale del grande filosofo, ruolo che però viene quasi dimenticato quando si parla di Montaigne, dimenticandosi così che la moglie e l’unica figlia sopravvissuta decisero di affidare questo patrimonio ad una donna che il filosofo aveva conosciuto solo pochi anni prima. Una pensatrice che evidentemente era molto stimata, considerata ed importante per il celebre autore.
La stima della famiglia Montaigne fu ben riposta, infatti Gournay si mostrò una filologa rigorosa. Con il suo lavoro collazione e revisione salvò il testo di Montaigne dalle corruzioni editoriali, dotandolo di una prefazione che resta una delle apologie più vibranti della libertà di pensiero.
Marie de Gournay è stata una pensatrice acuta, tra le prime a teorizzare in termini filosofici l’eguaglianza tra uomo e donna. Nel 1622 pubblicò un trattato, Égalité des hommes et des femmes, che decostruisce il pregiudizio della superiorità maschile tramite l’erudizione e la logica.
Possiamo ricordare la filosofa, filologa e curatrice editoriale come una donna brillante, indipendente economicamente e moralmente.
Una pensatrice il cui ruolo ancora oggi è dimenticato ma non per questo meno importante.
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Ritratto di Marie de Gournay, XIX secolo
Litografia di Langlumé – Pubblico dominio
Versione rielaborata dell’immagine originale
