Teresa Wilms Montt: dalla reclusione alla ribalta

María Teresa de las Mercedes Wilms Montt (1893 – 1921), nota come Teresa Wilms Montt, è stata una scrittrice e poeta cilena.

Di famiglia aristocratica ebbe governanti e precettori che le insegnarono le arti e le lingue.

All’età di 17 anni, contro la volontà dei genitori, si sposò e i genitori l’allontanarono. 

Intelligente, vivace, creativa e non apprezzata dal marito che, geloso dell’ammirazione che suscitava questa brillante fanciulla, cominciò a fare scenate e a maltrattarla.

Nel 1915 il marito, Gustavo Balmaceda Valdés, lesse alcune lettere di Teresa scoprendo una relazione amorosa con il cugino Vicente Zañartu Balmaceda, e la fece rinchiudere in un convento dove si trovavano donne ritenute inferme di mente o allontanate per volere delle famiglie. 

Le due bambine della coppia vennero affidate ai nonni paterni.

Nel 1916 Teresa tentò il suicidio per la prima volta.

Quello stesso anno il poeta cileno Vicente Huidobro, amico d’infanzia, l’aiutò a fuggire a Buenos Aires. Questa fuga provocò sdegno tanto che la madre rifiutò ogni successivo contatto.

A Buenos Aires, in Europa e a New York Teresa si affermò come scrittrice, poeta, artista.

La vita di Teresa è stata intensa, spesso triste e tragica. L’intelligenza, la vivacità mal si adattavano ad una signorina aristocratica di inizio ‘900. La sua esuberanza era inaccettabile e per questo venne cancellata. Prima dalla famiglia e dalla buona società, poi dai libri. 

Ora possiamo rileggere le sue parole e riflettere su questa giovane morta suicida a soli 28 anni. Una persona che da bambina, in seguito ad una punizione della governante, annotò nel diario: «L’infelice Teresa passa la vita a copiare il verbo obbedire; lo conosce molto bene grammaticalmente, senza aver pensato mai di praticarlo».

Un suo poema:

Sono Teresa Wilms Montt
e anche se sono nata cento anni prima di te,
la mia vita non è stata tanto diversa dalla tua.
Anche io ho avuto il privilegio d’essere donna.
E’ difficile essere donne in questo mondo.
Tu lo sai meglio di tutti.
Ho vissuto intensamente ogni respiro e ogni istante della mia vita.
Ho distillato una donna.
Hanno cercato di reprimermi ma non ci sono riusciti con me.
Quando mi hanno voltato le spalle, io ci ho messo la faccia.
Quando mi hanno lasciato sola, ho dato compagnia
Quando hanno voluto uccidermi, ho dato vita.
Quando hanno voluto rinchiudermi, ho cercato la libertà.
Quando mi amavano senza amore, ho dato ancora più amore.
Quando hanno cercato di zittirmi, ho urlato.
Quando mi hanno picchiata, ho risposto.
Sono stata crocefissa, morta e sepolta,
dalla mia famiglia e la società.
Sono nata cento anni prima di te
comunque ti vedo uguale a me.

Sono Teresa Wilms Montt,
e non sono adatta per le signorine.

Immagine: Teresa Wilms Montt, inizi XX secolo
Autore sconosciuto – Pubblico dominio