Il testo “Caterina Bonafini. Un soprano veneto fra teatri e corti nell’Europa dell’Illuminismo. Di Giuseppe Schivardi” è molto utile per gli appassionati di teatro, di opera e musica. Si tratta di un lavoro significativo per il personaggio ricostruito: un’importante cantante veneta nata nel 1751 e morta nel 1826, che viaggiò per le corti europee, fu un personaggio pubblico e, grazie all’arte e alla capacità di amministrare i suoi beni, diventò molto ricca.
Debuttò da fanciulla a Venezia, poi la sua carriera la portò a Stoccarda alla corte del duca Carlo II Eugenio di Wurttemberg, famoso per amare l’arte ma anche la compagnia femminile.
Del duca Caterina fu la favorita e con lui viaggiò, conobbe il bel mondo, diventò una cavallerizza, sperò di diventarne la legittima consorte e quindi duchessa. Svanita la possibilità del matrimonio e sostituita da un’altra gentildonna (che dopo circa dieci divenne duchessa), Caterina fu fatta sposare a un camerlengo del duca.
Una situazione che andava stretta alla stimata artista, che decise così di tornare in Italia.
In Italia viaggio moltissimo tra il 1773 e il 1775, ingaggiata per opere a Padova, Firenze, Modena, Genova, Torino, Venezia, Lucca. Una vita vagabonda che dava soddisfazioni artistiche ed economiche ma non quanto la possibilità di lavorare alla corte di Caterina la Grande.
Così tra il 1776 e il 1783 lavorò a Varsavia e per l’Imperatrice russa.
Ritornata a Varsavia nel 1782 le cronache parlarono a lungo di questa donna bellissima, famosissima e ricchissima. Tanto desiderata da ottenere ingaggi importanti e altri benefici che la portavano – cosa inconsueta anche per gli altri artisti celebri – a utilizzare una carrozza privata, con la quale si muoveva in città suscitando ammirazione e anche invidia. (Cfr. p. 151)
Si può dire che Caterina fu una star, una celebrità, una vera diva e come tale si atteggiava e viveva.
Lasciata Varsavia si diresse a Spa, nell’attuale Belgio, e conobbe il conte polacco Soltyk, con il quale ebbe una relazione. Infine, nel 1785 si trasferì a Modena dove visse come una ricca dama, gestendo le proprie ingenti proprietà e accogliendo le persone più influenti della zona nel suo salotto.
Archiviata la storia con il conte polacco (che sposò una connazionale), sfumò anche questo nobile matrimonio, e la celebre artista trovò la serenità coniugale con il collega Giuseppe Canziani maestro di danza e ballerino.
Caterina visse una vita molto intensa, seppe fare fortuna grazie alle sue capacità artistiche e all’intelligenza nell’amministrare i suoi beni. Ebbe chiacchierate storie prima con il duca Carlo Eugenio e poi con il conte Soltyk, mentre il matrimonio con il camerlengo fu solamente una parentesi.
Come tutte le celebrità anche della cantante non smisero di parlare, riconoscendone il fascino, le doti, la bellezza e la capacità di reinventarsi fino a trovare uno spazio come rispettabile e ricca dama nel modenese.
La sua vita ci ricorda i viaggi e le opportunità delle artiste, gli amori, i rischi e di come alcune di loro seppero far fruttare ogni occasione, tanto da lasciare un cospicuo patrimonio agli eredi e rimanere a lungo nei ricordi e nelle cronache cittadine.