Quando si parla di Grace Abbott (1878–1939), pioniera dei diritti dei bambini e degli immigrati negli Stati Uniti, si dimentica di ricordare che non fu sola. Dietro la sua azione c’era una fitta trama di donne e oggi parleremo esclusivamente delle sue sorelle e parenti, che diedero forma a un’intera visione del futuro.
Sua sorella Edith Abbott (1876 – 1957) fu tra le prime donne economiste e accademiche di spicco, promotrice del primo programma universitario di assistenza sociale.
E ancora più nota è Jane Addams (1860 – 1935), riformatrice sociale e vincitrice del Nobel per la Pace, fondatrice della Hull House di Chicago — punto di riferimento per generazioni di attivisti.
Ma questa genealogia ideale si estende oltre il sangue. Alice Haldeman, matrigna acquisita di Jane Addams, fu tra le prime donne banchiere negli Stati Uniti: dopo la morte del marito, diresse la State Bank of Girard con competenza e visione sociale.
Sua figlia Marcet Haldeman, nipote adottiva di Jane, raccolse l’eredità di famiglia unendo teatro, scrittura e attivismo socialista. Con il marito Emanuel Julius pubblicò migliaia di opuscoli accessibili (“Little Blue Books”) per educare le persone comuni.
Questa catena di donne — riformatrici, intellettuali, amministratrici, educatrici — agì in campi diversi ma con lo stesso intento: allargare le possibilità, allungare il passo dei diritti.
Una rete femminile che, pur spesso ignorata dalla Storia, costituisce la base del progresso sociale americano del primo Novecento.
Un’eredità culturale viva, da raccontare.