La candidata mancata 

Shirley Anita St. Hill Chisholm (1924 – 2005) è stata una politica e attivista statunitense, prima donna afroamericana eletta al Congresso.

Figlia di immigrati (il padre da Cuba, la madre da Barbados) consegue un master in educazione elementare alla Columbia e – nel 1968 – ottiene un seggio al Congresso, prima donna afroamericana.

Nel 1972 si candida alle presidenziali, senza però aggiudicarsi le primarie del Partito Democratico.

Nel 1993 viene nominata ambasciatrice in Giamaica, incarico poi rifiutato per motivi di salute.

Senza dubbio una storia di successi da ricordare e celebrare, senza però dimenticare alcuni aspetti tutt’altro che trascurabili.

Chisholm fu bersaglio di minacce di morte e violenze, sventò ben tre tentativi di attentato. La sua candidatura a Presidente era tutto meno che accettata e accettabile. Donna, nera, figlia di immigrati Shirley Anita St. Hill Chisholm rappresentava ciò che faceva e fa paura. 

Per molte persone immaginare che una maestra nera potesse ambire a tanto era qualcosa di inaudito e risposero con la violenza!

Se la peggior violenza arrivò da qui il mancato sostegno fu diffuso anche tra gli elettori afroamericani. 

Non tutti, gli uomini in primis, erano disposti ad accettare una candidata. Anche se questa faceva gli interessi proprio di quegli elettori svantaggiati che, all’epoca (e spesso ancora oggi), erano gli afroamericani.

La mancata Presidente nel programma parlava di equità sociale, diritti ai lavoratori domestici, maggiore accesso all’istruzione e politiche di welfare per le persone meno abbienti. 

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Immagine: Shirley Chisholm, Library of Congress, 1972, rielaborata
Fonte: Wikimedia Commons · pubblico dominio

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